Aglio ai cani: veleno o medicina?

| ALIMENTAZIONE

Aglio sì o no

Esistono due scuole di pensiero sull’utilizzo dell’aglio nella dieta del cane, queste correnti di pensiero sono diametralmente opposte; da un lato c’è chi sostiene che abbia effetti miracolosi, d’altra parte per alcuni potrebbe essere talmente tossico da provocare la morte dell’animale.

Non sono qui a dirvi quale delle teorie sia giusta o sbagliata ma a presentarvele entrambe perché siate voi a decidere con quale parte schierarvi. Personalmente, nel dubbio che faccia bene o male, evito di dare aglio ai miei carlini essendo un alimento assolutamente non necessario alla loro sopravvivenza.

AGLIO SI’

L’aglio è stato a lungo utilizzato come pianta curativa nella medicina olistica sia per le persone che per gli animali domestici come prevenzione di malattie cardiache, colesterolo alto, pressione alta e prevenzione del cancro. Si sono riscontrati anche effetti positivi su cani affetti da rogna e dermatomicosi. Sono note anche le sue proprietà come:

  • antibiotico naturale, non pregiudica i batteri buoni nell’intestino che sono necessari per la digestione
  • antimicotico
  • antivirale
  • rinforza il sistema immunitario
  • antiparassitario naturale

Si raccomanda l’uso di aglio biologico crudo; tagliatelo e poi lasciatelo riposare per 5/10 minuti prima di servire. La dose consigliata è di 1/2 spicchio per i cani di piccola taglia a settimana, 1 spicchio per cani di media/ grande taglia e 1 e 1/2 per i cani giganti a settimana.

AGLIO NO

Recentemente la sicurezza dell’aglio su cani e gatti, è stata oggetto di un attento esame. L’aglio appartiene alla famiglia degli Allium, assieme a cipolle, scalogno, porro ed erba cipollina, e purtroppo i nostri animali domestici non possiedono l’enzima necessario a metabolizzarlo. Queste piante potrebbe provocare gastroenterite, mal di stomaco, vomito, diarrea e, ancor peggio, potrebbero determinare gravi malformazioni nella composizione dei globuli rossi, anomalie che renderebbero le cellule del sangue troppo esposte e fragili. All’origine, una componente tossica contenuta sia nell’aglio che nella cipolla, il tiosolfato, responsabile dell’insorgenza di anemia emolitica.

Quanto aglio deve ingerire un animale per essere in pericolo di vita? Sui cani basta l’ingestione dello 0,5% di cipolla rispetto al loro peso corporeo per osservare importanti cambiamenti ematologici; l’aglio è considerato più concentrato rispetto ad una cipolla quindi già solo uno spicchio d’aglio può portare ad un alto tasso di tossicità.

L’ingestione di aglio potrebbe avvenire anche tramite cibo preparato e avanzi della tavola. Gli ingredienti sulle etichette vengono sempre elencati in ordine di concentrazione nel prodotto, se l’aglio è presente fra i primi dieci se ne sconsiglia la somministrazione. E’ importante notare che i sintomi da intossicazione da aglio potrebbero comparire anche dopo 2 o 4 giorni dall’ingestione dello stesso. I sintomi di intossicazione da aglio includono:

  • dispnea
  • letargia
  • diarrea
  • vomito
  • gengive pallide
  • frequenza cardiaca elevata
  • aumento della frequenza respiratoria
  • debolezza
  • inappetenza
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