Curiosità e cenni storici sul carlino

| STORIA

stampa con carlini

A.C.

I monaci tibetani consideravano il Carlino un animale sacro, e su di lui narravano diversi racconti leggendari; secondo una di queste leggende, se qualcuno avesse scalato l’Himalaya e avesse toccato un’aquila appena nata sulla testa, sulla cima più alta della montagna, sarebbe stato trasformato nel piccolo cane sacro: il Carlino.

Un’altra versione di questa leggenda narra, invece, che se un essere umano avesse posto la sua mano su una giovane aquila appena nata, l’uccello si sarebbe trasformato nel cane cinese di razza Carlino.

600 a.C.

La storia racconta che questi cani furono da subito coccolati, infatti, l’imperatore fece costruire delle apposite carrozze per i Carlini per mezzo delle quali essi giungevano comodamente al luogo di caccia senza sprecare energie, mentre gli altri cani dovevano camminare dietro le carrozze.

Isabeldecastilla

Regina Isabella di Castiglia (1451 – 1504)

Le origini del Carlino in Spagna risalgono alla fine del quattrocento, quando venne importato dal Portogallo. Anticamente i Carlini vennero chiamati “Belle” in onore della Regina Isabella di Castiglia, ed ereditarono anche il tipo di colore: “Color Isabella”, perchè si narra che la regina fece un voto, di non cambiarsi la camicia finchè non fosse stata espugnata la fortezza di Ostenda il cui assedio durò 3 anni. Possiamo immaginare il colore di questa camicia, lo stesso giallo bruno del dorso del carlino!

 

King_William_III_by_Thomas_Murray

Re Guglielmo d’Orange (1650 – 1702)

 

1600

Nella seconda metà del XVI secolo, Guglielmo I non si separava mai dai suoi Carlini: era certamente una testimonianza di gratitudine, poiché egli doveva la vita a uno di questi animali. In effetti, nel 1573, nel corso della guerra che seguì la sommossa delle Province Unite contro gli Spagnoli, un commando nemico si apprestava a penetrare nel suo accampamento per ucciderlo; Guglielmo, però, fu svegliato dall’abbaiare del suo Carlino di nome Pompei, accucciato nella sua stessa tenda. Il cane aveva percepito che il pericolo si stava avvicinando e, dando coraggiosamente l’allarme, aveva salvato il proprio padrone.

Nel 1688 Guglielmo III e Maria II lasciarono l’Olanda per salire al trono d’Inghilterra e portarono con loro alcuni Carlini per presenziare alla cerimonia indossando i fiocchi arancioni tipici della casata degli Orange. Essi divennero i cani ufficiali dell’aristocrazia olandese. I cani piacquero subito alla corte inglese, e furono battezzati con il nome Mastini Olandesi.

In questo periodo il Carlino potrebbe essere stato incrociato con il vecchio tipo di King Charles Spaniel, poiché il moderno King Charles Spaniel piccolo ha alcune caratteristiche del Carlino.

Un’effige di Guglielmo III con il suo prezioso amico è scolpita sulla sua tomba nella cattedrale di Delft.

dipinto di bambina con carlino

1644

La Cina chiude le proprie frontiere agli occidentali fino alla prima metà dell’800. Dopo questa data gli inglesi forzarono l’isolamento riuscendo ad importare altri Carlini. Da allora il Carlino divenne un cane alla moda per le dame, anche in Francia dove faceva molto chic ostentare un piccolo cane come segno di ricchezza e benessere.

 

1700

In Italia i Carlini venivano vestiti con giacca e pantaloni e portati sulle carrozze private in parte al cocchiere durante la guida. Furono anche usati dai militari per rintracciare animali e persone, e impiegati come cani da guardia.

1723

Il carattere fiero e autoritario e la superiorità intellettuale del Carlino si manifestano nel suo aspetto solenne e nobile,  il cui punto più alto è rappresentato dalla perenne espressione di superiorità sul volto di questo animale.

Proprio questa sua particolare espressione ispirò i Massoni del 16emo secolo a fondare una sottodivisione della loro setta, che fu chiamata Mops Order , l’ordine dei Carlini.

1730

Anche il mondo della filosofia fu rivoluzionato da qualcuno che aveva un Carlino… Voltaire.

1786

Il Carlino era ben noto anche in Italia. Nel 1786, la signora Hester Piozzi ha scritto nel suo diario: “Il piccolo cane Carlino o mastino olandese ha lasciato Londra per Padova, vedo. Ogni carrozza che incontro qui ha dentro un Carlino.”

Maria Antonietta e il suo carlino

Maria Antonietta e il suo carlino

1793

Prima della Rivoluzione Francese, il piccolo cane comandò la reggia di Versailles, dalla sua postazione accoccolato sulle ginocchia di Maria Antonietta. Si dice che il suo Carlino l’avesse accompagnata fino alla ghigliottina camminando come sempre, sotto le sue gonne.

 

Giuseppina Bonaparte e il suo carlino

Giuseppina Bonaparte ed il suo carlino Fortune

1794

Uno degli illustri personaggi che ebbero a che fare con un Carlino fu nientemeno che Napoleone Bonaparte. La sua consorte Giuseppina possedeva un Carlino di nome Fortune che detestava l’imperatore e gli impediva ostinatamente l’ingresso nella stanza della moglie.

Napoleone stesso narra spiritosamente il fatto: “Era il padrone assoluto del letto di Madame, quando la sposai chiesi, inutilmente, di allontanarlo, ma mi dissero che avrei dovuto scegliere una diversa sistemazione o accettarlo. Quindi, sebbene contrariato, non ebbi scelta: si trattava di prendere o lasciare. Il diletto cane di Madame fu meno accomodante e porto ancora i segni del suo disappunto sulla mia gamba.”

1800

Luigi Antonio di Borbone, Duca di Enghien, era un parente dei sovrani borbonici di Francia. Più famoso per la sua morte, che per la sua vita, fu giustiziato per accuse inventate durante il consolato francese.

Il suo Carlino Mahilof si lasciò morire sulla tomba del padrone quando esso fu giustiziato. La notizia suscitò scalpore a tal punto che Mahilof fu imbalsamato ed esposto nel museo di Rohan.

1860

Compare un annuncio sul Times, che la dice lunga sull’amore per il Carlino e sulla sua diffusione: “Una nipote di Belinda de Pope, piange l’assenza del suo fedele compagno, un pug italiano di color fulvo chiaro, dalle orecchie tagliate, di nome Fido“.

queen-victoria-pug

Ritratto della Regina Victoria con il suo Carlino

1873

Verso la metà del XIX secolo una nuova ondata di Carlini furono importati dalla Cina all’Inghilterra, con gambe più corte e l’ormai famigliare naso schiacciato. In Inghilterra, la razza fiorì sotto il patrocinio della Regina Victoria. Tra i Carlini che lei stessa allevava, ricordiamo Olga, Pedro, Minka, Fatima e Venere. Il suo coinvolgimento con i cani in generale ha contribuito a stabilire il Kennel Club, che si è formato nel 1873. La Regina favorì la diffusione dei Carlini color albicocca e fulvi e vietò il taglio delle loro orecchie, decretando fosse una pratica inutile e crudele.

Richard Burton in the gathering storm

Richard Burton nel film “The Gathering Storm”

1900

Il Carlino ha da sempre la capacità di sciogliere anche il cuore più duro, e farlo arrende al suo dolce abbraccio, com’è accaduto a Sir Winston Churchill che scrisse, per il carlino di sua figlia, una poesia.

 

Little Puggy Wug

Oh, what is the matter with poor Puggy-wug
Pet him and kiss him and give him a hug.
Run and fetch him a suitable drug,
Wrap him up tenderly all in a rug,
That is the way to cure Puggy-wug.

Piccolo Puggy Wug

“Oh, che cosa c’è di meglio del povero Puggy Wug? Coccolarlo, baciarlo e dargli un abbraccio. Rincorrerlo e poi portarlo a se è come una dolce droga.  Avvolgerlo tutto in una morbida coperta, è questo l’unico modo per prendersi cura di Puggy Wug.”

Nel 1974 la televisione americana lancia il film “The Gathering Storm” (lo stesso film fu trasmesso in Gran Bretagna con il titolo “Walk With Destiny”) che parla della vita di Winston Churchill negli immediatamente precedenti alla Seconda Guerra Mondiale (1936-1940).

Nel film appare anche il pug di Churchill, interpretato da Goodchance My Delila. L’attore protagonista, Richard Burton, si innamorò talmente di questo carlino da offrire una grossa somma di denaro alla sua proprietaria, Ellen Brown, per comprarlo, ma lei rifiutò.

the duke of windsor

Duchi di Windsor con i loro Carlini

Famosi sono i Carlini dei duchi di Windsor, che scesero dalla nave a New York con grandi fiocchi azzurri come collari e cappottini in panno e visone.

 

 

 

 

1939-45

Con l’inizio della seconda guerra mondiale, per sei anni cala il silenzio sulla storia dei nostri amici Carlini. Alla fine della guerra, i carlini decisero che era tempo di agire e diffondersi in tutto il mondo come piccoli ambasciatori di pace e docilità.

1963

Dopo la seconda guerra mondiale, il mondo dell’arte subì cambiamenti radicali, e ancora una volta la ben nota coda arricciata giocò un ruolo essenziale. Il poeta dadaista austriaco Ernst Jandl, tra molti artisti, fu così grandemente ispirato dal Carlino, da basare su di lui la sua celebre poesia Ottos Mops. 

2 Comments

2 Commenti on Curiosità e cenni storici sul carlino

    • Simona
      13 maggio 2014 at 10:58 (3 anni ago)

      Grazie!

      Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>