Il Carlino fra odio e amore

| STORIA

tumblr_m3pe6jKrEs1rvau3do1_400Il Carlino è stato spesso oggetto di aspre critiche e la violenza degli attacchi appare a dir poco sorprendente.

“Il Carlino”, scriveva all’inizio del secolo un affermato cinofilo, “non è certo un Adone. Inoltre, è poco intelligente, ringhioso quanto mai e sgradevole per tutti, tranne che per il suo padrone”.

Il naturalista tedesco Brehm rincara: “Cane tipico della vecchia zitella. Come lei è capriccioso, imbronciato, insopportabile, senza intelligenza né affetto. Il mondo non perderà nulla quando si estinguerà il ceppo di questa bestia sgradevole”.

E Paul Mégnin da parte sua: “Non mi discosto molto da coloro che trovano orrendo questo piccolo botolo. Aggiungerei che questo piccolo animale è tanto ringhioso quanto la sua fisionomia lascia supporre”.

Charles Dickens, nel suo “Shy Neighbours”, menziona due di questi cani Toby:

I never saw either guilty of the falsehood of failing to look down at the man inside the show, during the whole performance. The difficulty other dogs have in satisfying their minds about these dogs, appears to be never overcome by time. The same dogs must encounter them over and over again as they trudge along in their off minutes behind the legs, and beside the drum, but all dogs seem to suspect their frills and jackets

Ma non fu mai un amante di questa razza, forse perché non ne possedette mai uno. La sua descrizione del Carlino fu ancora peggiore nell’opera Washington Irving.

Qui vi propongo la descrizione che ne diede Dickens raccontata da Miss Estelle Rose:

La novella ci racconta uno dei più antichi ricordi che Dickens ha di un Carlino che incontrava ogni giorno sulla strada sua verso scuola. Era grasso, con una mascherina nera, denti bianchi e la coda riccia, con una radicata animosità verso i ragazzini, a cui abbaiava in continuazione cercando di mordere le loro caviglie nude…. Da un’associazione altrimenti inspiegabile di lui con un violino, abbiamo dedotto che fosse di estrazione francese e che il suo nome fosse Fidéle. Il cane apparteneva a qualche donna, soprattutto perché abitava in un retro bottega dove passava la vita ad annusare e ad indossare un cappellino di castoro di colore nero

La descrizione diretta che ne fece Dickens in Washington Irving fu ancora peggiore:

Un piccolo e vecchio musone grigio, con occhi infelici, che si accende come un carbone ardente se solo lo guardi. Il naso salta fuori, la sua bocca è disegnata da rughe in modo da mostrare i denti, insomma, ha tutto l’aspetto di un cane lontano andato in misantropia, e totalmente malato del mondo. Quando cammina, ha la coda arricciata in modo così stretto che sembra sollevare i piedi da terra. Questo disgraziato si chiama Beauty

Ci sarebbe da credere che questi autori avessero un contenzioso personale con il Carlino. Fortunatamente, di contro a questa levata di scudi la difesa si fa sentire.

E il professor Robin afferma:

Il Carlino è in grado di capire le cose tanto quanto le altre razze; è un aristocratico nato da un antico linguaggio e non è né riservato né diffidente, vale a dire un po’ ostile, se non in presenza di sconosciuti; non è affettuoso con chiunque, ma è un eccellente piccolo cane da compagnia, capace di molto affetto e dedizione nei confronti del suo padrone

Se si vuole fare un bilancio obiettivo, si nota che, in passato, il successo stesso del Carlino ha reso a questo cane un cattivo servizio: alcuni esemplari, rovinati da padroni estremamente superficiali, si sono rivelati di carattere difficile. Ma non bisogna fare di tutto l’erba un fascio: il Carlino, che in generale ha una personalità spiccata, è molto interessante da tanti punti di vista.

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