Il Carlino in Italia: testimonianze d’eccezione

| STORIA

Carlino sul divano

Nel nostro paese il Carlino compare nel periodo degli antichi Romani. Plinio il Giovane lo definì: “multum in parvo” ovvero, moltissimo cane in un piccolo spazio.

Durante il Medioevo si persero le tracce di questo cane, ritroviamo solo la scultura raffigurante la testa di un Carlino nel Museo del Duomo di Milano, opera dello scultore toscano Tino di Camaino (1285-1337).

Il Cagantino o Camuso, che significa “cane carlino” è diventato popolare nel XVIII secolo in Italia, quando, Silvio Forillo, introdusse la commedia di “Pulcinella” a Napoli. Il Carlino fu utilizzato per interpretare Toby, poiché, più del barboncino, si prestava a quest’opera buffa. Quando l’opera fu presentata alla corte inglese di William III (Re Guglielmo d’Orange) con il nome di “Punch and Judy” (Punch e Judy sono due maschere inglesi: la fugura predominante è quella clownesca di Punch, derivata dal Pulcinella della commedia dell’arte italiana, prima approdato in Francia come Polichinelle e di qui giunto a Londra come Punchinello – in seguito abbreviato in “Punch”), fu certamente un Carlino ad interpretare la parte di Toby.

9780874133936_p0_v1_s260x420Non sono disponibili molti documenti sulla presenza dei Carlini in Italia, tuttavia, fanno eccezione gli scritti di Mrs. Hester Lynch Piozzi (1741 – 1821). Sposata in seconde nozze col musicista italiano Gabriele Piozzi, dal quale prese il cognome, viene ricordata anche come Mrs. Thrale, dal cognome del primo marito Henry Thrale. E’ stata una scrittrice, mecenate, diarista e salottiera britannica, donna intelligente e divertente, che nel diario dei suoi viaggi, risalente al 1786, descrive i Carlini così:

 

 

Trapiantato dall’Olanda, portatovi originariamente dalla Cina, sembra prosperare particolarmente bene in questa parte del mondo.  Il piccolo carlino, o mastino olandese, a cui le nostre signore inglesi erano un tempo tanto affezionate e che, il povero Garrick (il più grande attore teatrale inglese del ‘700), mise in ridicolo nella celebre satira drammatica chiamata “Lethe”, ha abbandonato Londra per Padova, percepisco; dove viene ripristinato felicemente ai suoi ex onori, ed ogni carrozza che incontro ha su un carlino. Questa razza di cani è ormai così vicina a noi, che ricordo che anche Lord Penryn ne possiede uno

8b836b67ab6ac387bdb53b1e08871cc1La signora Piozzi commentò che questi cani, così come altre razze di piccola taglia, fossero trattati con una gentilezza esagerata e considerazione in Italia,  a sostenere questa teoria racconta di una pratica italiana che lei stessa ritenne altamente offensiva:

Un vero uomo verace, ieri mattina, mi raccontò che la sua povera moglie aveva il cuore spezzato poiché il suo cane era stato investito, “Perchè”, disse lui, “dopo aver allattato lei stessa la bella creatura, lo amava come uno dei suoi figli”. Lo pregai di ripetere la storia, così che nessun errore di comprensione potesse essere fatto, lo fece, ma vedendomi scioccata, o vergognosa, o vedendo in me qualcosa che non gli piaceva, mi disse: “Perché, Signora, è una cosa abbastanza comune fra le donne e gli uomini di un certo ceto sociale, allattare i propri per cagnolini

dressed_pug

In Italia i Carlini venivano vestiti con giacca e pantaloni e portati sulle carrozze private in parte al cocchiere durante la guida. Furono anche usati dai militari per rintracciare animali e persone, e impiegati come cani da guardia.

Thomas Bewick (1753-1828) famoso incisore inglese, nel suo libro “History of Quadrupeds” apparso nel 1790, riporta la testimonianza dell’affetto che le signore d’Italia avevano per i propri Carlini:

Essi mantengono ancora il loro posto di favore in questo paese

La popolarità di questa razza nel nostro paese esplose negli anni 70, quando nacquero allevamenti come quello di Matilde Sinclair di Monte Orello, quello cremonese denominato Ponte di Bassano e quello della Galaverna di Daniela Noè.

0 comment

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>